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PESCHICI

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SPOT

Michele Circiello

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La storia di Peschici:

 

Due storici ecclesiastici, P. Sarnelli e M. Cavalieri nel 1680 affermano che le origini di Peschici vanno fatte risalire agli Schiavoni o Slavi, chiamati dall'imperatore Ottone I per liberare il Gargano dai Saraceni.
Pompeo Sarnelli scrive anche l'anno, il 970.
Entrambi gli storici indicano in Sueripolo il capo di questi Slavi, infatti il Sarnelli scrive: “Sueripolo, Capitano degli Slavi, col suo esercito discacciò affatto i Saraceni dal Monte Gargano” i vittoriosi Slavi “furono rimunerati dall'Imperatore, facendogli habitare nel campo di S.Vito in Gargano, dividendogli in due Colonie l'una detta Vico, l'altra Peschici”.
Il nome stesso di Peschici è probabilmente di origine slava, infatti la radice slava pès, pèsc
si riferisce alla sabbia, i toponimi slavo pjèskusa e russo pèski indicano suolo sabbioso.
Numerose furono le incursioni Saracene dall'866 al 969 sulle coste garganiche che andarono a finire nel X secolo.
Un dato è certo, Peschici nell'XI secolo era sicuramente abitata, e ciò è confermato in un documento,la Chartula offertionis in S. Maria di Devia del 1053, in cui appare per la prima volta il nome, e in cui si attesta che tre slavi abitavano “...intus Castello Pesclizo...”[Cod. Dipl. Tremiti, doc.47> (I Bizantini con il termine “Castello” designavano i centri fortificati minori).
Con il sistema feudale introdotto dai Normanni ritroviamo, nel 1154, Peschici sotto la contea di Lesina. In questo periodo passa da un feudatario all'altro.
Nel 1177 è sotto il feudo di Monte Sant'Angelo, donato da Guglielmo II detto il Buono alla moglie Giovanna d'Inghilterra.
Sotto il dominio degli Svevi, Peschici passò momenti drammatici nella contesa tra impero e papato.
Un cronista del tempo ci riferisce che nel settembre 1239, 25 galee veneziane mandate da Papa Gregorio IX contro lo scomunicato Federico, “prendono e prostrano Bestice (Peschici) e Bestie (Vieste)”.
Federico farà ricostruire le fortificazioni dei due centri.
Sotto la dinastia Angioina, Peschici è tra i pochi paesi fedeli a re Carlo, al tempo della venuta di Corradino di Svevia (1267).
Nel 1274 prende parte con Bari, Monopoli, Trani, Vieste e Ortona nella flotta pugliese all'assedio di Almissa, città della costa Dalmata.
Nel 1401 il feudo passa a re Ladislao di Durazzo.
Durante il dominio Aragonese, i garganica appoggiarono (1458) i baroni contro il nuovo re Alfonso, che nel 1462 occupò il Gargano che andò a Giorgio Skanderberg, alleato del sovrano spagnolo.
Sullo sfondo di questo scenario è sempre presente Venezia, la città marinara che controlla tutti i traffici verso l'Oriente e le coste dell'Adriatico: tra il 1469 e il 1586 Peschici compare in 23 carte e portolani, gran parte dei quali redatte da geografi della Serenissima.
Inoltre, in altri documenti è attestato che a Peschici si costruiscono navi ragusee tra il 1550 e il 1570:
“Ser Antonio de Stephano de Ragusio et Ser Marco de Johanne fanno costruire in società una nave de la portata de carra 250. Ditta costruzione debia avvenire in terra Peschize. La dispesa sarà di ducati 500” [Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.28> “In Peschize de Gargano si costruisce una nave pro parte Johannis de Natale de Ragusio, Baroli commorantis”. Il calefatore è Marinus de Ragusio. [Cod. Dipl. Barl., vol. 10, n.380>
Dopo la guerra franco-spagnola per il possesso del regno di Napoli, ma soprattutto dopo le ennesime scorrerie dei turchi, di cui abbiamo testimonianze in un manoscritto di Timoteo Mainardi (Ragioni del Monastero di S. Maria delle Tremiti, 1592), si ricorda nel 1554 la strage di Vieste, in cui ci furono migliaia di vittime, e nel 1567 l'assedio di Tremiti, fu decisa la costruzione di dieci torri lungo le coste della Capitanata.
Cinque anni dopo il numero delle torri sale a 21 e tra esse ci sono quella di Monte Pucci e quella di Calalunga, che poi fu diroccata nel 1570.
La prima descrizione di Peschici l'abbiamo dal Sarnelli nel 1676: “Terra Baronale. E' situata in luogo eminente, e che gode della veduta del mare”.
Scrive dell'abitato che è contenuto nelle mura di recinzione: fuori le chiese della Madonna di Loreto e di Santa Maria di Sfilzi, i conventi di Calèna, S. Francesco e S. Niccolò.
La siccità o una delle ricorrenti invasioni di cavallette (1663) fecero tante vittime da decimare sensibilmente la popolazione.
Nel ‘700 una lapide posta sul Recinto Baronale, nel centro storico, attesta l'appartenenza di Peschici al Principe d'Ischitella Emanuele Pinto.
Durante l'insurrezione antiborbonca in tutto il Gargano si costituiscono le vendite, le associazioni carbonare, e nel 1848 il peschiciano antiborbonico-liberale nonché attivo uomo politico, poeta e scrittore Giuseppe Libetta (noto perché comandante del primo bastimento a vapore che osò varcare il Mediterraneo, il Ferdinando I, che salpò da Napoli il 27 settembre 1818) entra nel Parlamento nato dalla Costituzione Sabauda.
Al plebiscito del 1860 quasi il 40% dei peschiciani votò a favore dei Borboni.
Nel 1865 l'isolamento del Promontorio Garganico è rotto grazie alla costruzione della strada circum garganica, l'attuale S.S. 89.
Nel 1931 arriva la ferrovia e nel 1939 viene ultimato l'Acquedotto Pugliese.
Nonostante le battaglie durante il regime fascista per l'aumento della popolazione e della produzione del grano, Peschici al censimento del 1936 aumenta di un terzo ma è in aumento anche il fenomeno dell'emigrazione.
Non migliore è la situazione del dopoguerra, infatti, con la popolazione in aumento non cresce l'occupazione e il tenore di vita, ma solo il numero di emigranti.
Solo con l'avvento del turismo intorno al 1960 ci saranno dei miglioramenti che porteranno molti frutti visibili tutt'oggi.

 

Peschici appare all'improvviso dalla litoranea per chi viene da Rodi Garganico, le sue bianche casette con il tetto a cupola, eredità della cultura saracena, con ai piedi la spiaggia "la Marina" formano uno dei panorami più conosciuti del Sud Italia.

 Le origini di "Peschici" risalgono al '970 d.c. quando un duce slavo fù inviato dall'imperatore "Ottone I" a scacciare i saraceni. A picco sul mare domina il paesaggio circostante da un’alta scogliera. La pittoresca cittadina, coronata di fitti boschi ed estese pinete, si contraddistingue per le sue caratteristiche costruzioni bianche a cupole che riecheggiano l’architettura delle casbah arabe.

Il Centro Storico è ricco di scorci di grande suggestione, le sue botteghe artigiane e una miriade di locali dove si gustano i piatti tipici della tradizione Pugliese. Percorrendo gli stretti vicoli scavati nella rupe o salendo le piccole e tortuose scale si respira un’ atmosfera unica: il profumo del pino marittimo mescolato all’aria salmastra si confonde con l’odore del rosmarino e del cappero che ivi nasce spontaneo.

Oggi Peschici è uno dei più conosciuti centri turistici della Puglia, con la sua costa che da un punto di vista naturalistico è il vero tesoro del paese, insenature e grotte si alternano a bellissime spiaggie e piccole baie immerse nel verde dei pini mediterranei.

Vario è il panorama costiero: lunghe spiagge con mare poco profondo, piccole cale con sabbia sottile e degradante si alternano a tratti con scogliere a picco o degradanti, meta preferita per gli appassionati di pesca subacquea che su questi fondali trovano spigole, saraghi, polpi e dove si può ammirare la pesca unica sui Trabucchi, ingegnose costruzioni in legno per la pesca al passo specialmente durante la migrazione del pesce nel mare Adriatico.

LUOGHI DA VISITARE A PESCHICI

Abbazia di S. Maria di Calena: Uno dei più importanti monumenti del Gargano, a pochi chilometri dal paese, dove per lungo tempo ha vissuto una comunità di monaci benedettini. Al suo interno si trova, un'interessante statuetta lignea di Madonna con Bambino.
Il Castello: Il Castello, chiuso tra le mura del Recinto Baronale, fu costruito dai normanni nella seconda metà dell'anno mille, ma fu sotto Federico II che trovò nuovo splendore, con la costruzione della torre, detta "Rocca Imperiale".
Centro storico: Il centro storico è molto caratteristico, fatto di scale e case che degradano verso il mare con un percorso irregolare. Il paese è ricco di botteghe e negozietti di ogni tipo, dove le locande, le taverne, e i ristorantini locali, inebriano l'aria con i profumi delle ricette del posto.
Chiesa della Madonna di Loreto: Secondo la tradizione, la chiesa fu edificata tra il XVI e il XVII secolo, sul luogo dove era apparsa la Madonna ad un gruppo di marinai travolti dalla burrasca.
I Trabucchi: Sistema di pesca tradizionale dei peschiciani caratterizzato da pali conficcati nelle roccie e funi che trattengono una grande rete calata in acqua, detta trabocchetto, in cui cade il pesce. Questi suggestivi arnesi da pesca, definiti esempi di bioarchitettura, si protendono in tutta la lora selvaggia bellezza dell'azzurro del mare, quasi a sfidare l'avanzata del cemento.

La Foresta Umbra prende il nome proprio dall'ombra che gli alberi di alto fusto creano, è chiamata anche la Foresta del Sud con gli alberi del Nord a causa della vegetazione prettamente caratteristica delle foreste del Nord.

MANIFESTAZIONI ARTE E TRADIZIONE...

Il primo lunedì dopo Pasqua si svolge la festa della Madonna di Loreto con una colorata processione fino al santuario, a circa 2Km. da Peschici, al rientro si svolgono i fuochi pirotecnici con la pittoresca "Batteria".

L'ultima domenica di Maggio è la ricorrenza per la festa della madonnina del Mare, notoriamente è la festa che inizia l'estate e si svolge sul porto di Peschici con una pittoresca processione di barche che portano la statua della Madonnina per tutta la costa di Peschici, in chiusura si svolgono gli immancabili fuochi pirotecnici.

Il 12-13 Giugno si svolge la festa di Sant' Antonio, unica nel suo genere, si svolge prettamente attorno ad un grande falò di legna che i fedeli donano al santo formando una piramide d'avanti alla chiesa che nella serata del 12 giugno viene incendiata. Il 13 si svolgono numerose manifestazioni tra cui spicca la suggestiva processione nel borgo antico. 

Il 19-20-21 Luglio si svolge la festa del patrono del paese, la festa di S.Elia, sentita da tutti gli abitanti del borgo essa si svolge per tre giorni, il paese viene illuminato a festa e nei tre giorni si susseguono manifestazioni di vario genere concluse a tarda sera dai fuochi pirotecnici in mare.

Ferragosto è la tappa successiva con varie e suggestive manifestazioni che si protraggono fino alla fine del mese.

Il 21 settembre è la festa di San Matteo, notoriamente la festa che saluta l'estate, si svolge nel borgo antico con una suggestiva processione accompagnata dalla musica del complesso bandistico di Peschici e dal fuoco pirotecnico della "Batteria".

PRODUZIONE LOCALE

ARTIGIANATO: L'Artigianato locale ruota introno alla terracotta. Si possono trovare vasi e soprammobili di qualsiasi forma e colorazione. Piatti ornamentali da appendere alle pareti domestiche, dai diametri più disparati, che riportano i classici simboli garganici: il pesce o l'uccello. Motivi floreali ne incorniciano il soggetto. Ma ci sono anche "artisti" che hanno saputo riprodurre in piccolo, le caratteristiche trappole da pesca, che costellano la frastagliata scogliera, i "trabucchi", o artigiani del ferro e del cuoio. Accanto a questi, importatori di "esoticherie " sempre lavorate a mano e non in catene di montaggio che nulla hanno a che vedere con l'artigianato locale, eppure completano l'offerta.

AGRICOLTURA: L'olio d'oliva la fa da padrona con una produzione di nicchia orientata a chi di olio se ne intende, da non trascurare gli agrumeti, e la produzione di vino al profumo di rosmarino. 

 

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